La felicità: la cerco da sempre

La felicità: la cerco da sempre

Felicità: decisamente una parolona che mastichiamo almeno una volta al giorno, sia nei nostri pensieri che verbalmente. Sembra sempre irraggiungibile, così come pensiamo spesso che «l’erba del vicino sia sempre più verde». Immaginiamo gli altri più sereni e appagati di noi, siamo sempre persuasi dalla certezza che gli altri siano sicuramente più felici di noi.

Vi siete mai chiesti cos’è la felicità? Ho provato a digitare su Google questa frase molto banale e semplice, e le risposte variavano dallo psicologico all’esoterico, passando da Wikipedia. Una frase in mezzo a mille, però, mi ha dato un senso di riassunto dicendo (fonte: www.benessere.com):

l’uomo […] in una parola è alla ricerca di quello stato emotivo di benessere chiamato felicità. Quest’ultima è data da un senso di appagamento generale e la sua intensità varia a seconda del numero e della forza delle emozioni positive che un individuo sperimenta.

 

Quando i nostri occhi si posano per la prima volta su queste parole, ci sentiamo avvolti da un senso di serenità, perché parlano di qualcosa di bello e che tutti vorremmo. Quando, però, le rileggiamo una seconda volta, ci accorgiamo che la vocina dentro di noi si è risvegliata e ci sta già dando indicazioni diverse, portandoci a pensare «… se fosse così facile; eh sì, detta così, ma figurati se io riesco; OK, ma come si fa?». E così, dopo aver rigirato questa frase almeno altre due volte nella mente, la lasciamo andare, rassegnati e conformati alla nostra realtà.

Questo accade per vari motivi: in parte perché la nostra zona di comfort (quella delle abitudini di vita, quella che ci fa vivere a modo nostro) è molto definita e marcata, in parte perché la pigrizia solitamente è vincente, e in parte perché, anche se mentalmente condividiamo quanto abbiamo letto, la nostra vocina sembra avere ragione. Questo ci porta  a fermarci, restando solitamente in attesa di qualche evento esterno che scateni la nostra felicità.

Nella mia quotidianità, le persone che incontro apprezzano soprattutto la mia capacità di esprimere il concetto o di proporre una riflessione senza troppi giri di parole, dando all’istante delle informazioni chiare e pratiche quando parliamo di inconscio e letture personali. Per mantenere la mia linea, inizio a dirvi che, se aspettate che sia l’altra persona o l’evento particolare a portarvi la felicità, siete sulla strada sbagliata, così come è errato attendere che sia qualcosa di eclatante a cambiarvi la vita. Potreste anche vincere all’Euro Millions, ma questo non vi garantirebbe la felicità.

Avete mai notato quante persone famose (cantanti, attori o altro), quando sembrano aver raccolto ogni successo ed essere all’apice della popolarità, precipitino nella depressione o nello sconforto? Questo significa che, anche quando pensate «se solo avessi, allora sarei», non necessariamente siete sulla strada giusta.

Questo pensiero vi sta dando un’informazione importante: siete sulla strada sbagliata. Sì, perché state cercando dalla parte sbagliata.

Volete essere felici? Sì o no? Pensateci bene, e rispondete ancora una volta alla mia domanda: volete essere felici? Sì? Magnifico.

Prendete carta e penna, facciamo insieme un esercizio semplice, simpatico e velocissimo, ma che darà una svolta alla vostra vita. Utilizzate un foglio A4 orizzontale. Scrivete il titolo al centro e poi fate una riga a metà del foglio (dividendolo in due).

  • Scrivete il titolo al centro: «VOGLIO ESSERE FELICE? SÌ.». (Se scrivete no, fermatevi e riflettete. Poi telefonatemi.)
  • Scrivete a sinistra del foglio la domanda: «IO SO COSA STO CERCANDO?».
  • Scrivete a destra del foglio la domanda: «IO SO COSA STO ASPETTANDO?».
  • Scrivete sul fondo del foglio al centro: «SAREI FELICE SE …».

Questo esercizio diventa simpatico perché vi permette di fare il confronto diretto tra voi stessi e la vostra vita, tra quello che vi aspettate dalla vita per essere felici e quello che invece state cercando per essere felici.

Vi faccio un esempio:

  • Io so cosa sto cercando? No, ci penso un attimo.
    Questo è già un importante passaggio per portare il focus su qualcosa di utilissimo, perché occorre ricordare che, se non sappiamo cosa stiamo cercando, sarà anche difficile riuscire a trovarlo.
    OK, ci sono: sto cercando una casa più grande / un lavoro che mi dia soddisfazione / delle amicizie diverse / che il mondo si accorga di quanto sono brava / ecc.
  • Io so cosa sto aspettando? Che la vita sia meno noiosa / che il mio compagno smetta di rispondermi male / che il mio capo vada in pensione / che la vicina se ne vada così ho un po’ di pace / che possa trovare l’amore della mia vita / ecc.
  • Sarei felice se: avessi dei figli / avessi più vacanza / avessi più soldi / avessi un compagno / avessi un lavoro diverso / ecc.

Questi sono solo alcuni esempi che solitamente sento raccontare più sovente.

Ecco perché questa è la strada sbagliata: perché tutto viene ricercato al di fuori di voi stessi, nel mondo esterno. Ricordatevi che la persona che merita la felicità siete proprio voi, e solo voi potete trovarla partendo dal vostro cuore.

Rileggete le vostre risposte e se avete piacere potete inviarmele in privato su katya@katyagiannini.com. Cominciate ora a valutare diversamente l’esercizio appena svolto.

  1. Fermatevi nel vostro presente, nel qui, adesso e ora.
    Sì, proprio adesso, qui. Fate un respiro profondo e guardate dove siete. Ascoltate come state e alzate gli occhi verso quello che vi circonda adesso, ovunque voi siate, in qualsiasi luogo.
    Io in questo momento sono nel mio Studio appena risistemato. Respiro profondamente e apprezzo gli uccellini che cinguettano con forza fra le tapparelle della finestra (sono bloccate per lasciar loro il tempo di crescere e volare). Amo il mio spazio, il silenzio fittizio di questo attimo. Il rumore dei tasti del PC e delle dita che scorrono. Piove, ma in questo istante va bene così. Ho appena bevuto un caffè e fra mezz’ora inizio la mia giornata. Le fronde delle piante verdi sul marciapiede che vedo dalla finestra stretta e lunga sono bellissime, non importa che un supermercato appena sotto riempia di voci il silenzio. Sono nel mio presente. Continuo a guardarmi attorno, respiro profondamente e sostituisco con un sorriso l’abitudine. Pongo l’attenzione sul mio attimo, come se un rallentatore mi permettesse di osservare e cogliere il mondo circostante con occhi diversi.Mi sento felice? Sì. Perché sono nel mio attimo, perché sono nel mio presente. Perché la leggerezza che in questo momento sento dentro di me mi porta un raggio di felicità.
  2. Chiedetevi: «Quello che ho fatto mi è piaciuto?».
    Avete appena fatto qualcosa di bello? Dal caffè con l’amica alla pausa con la collega, dalla telefonata con un cliente gentile all’alzare gli occhi verso le nuvole, dalla risata con uno sconosciuto a due chiacchiere in banca. Non importa. Qualsiasi cosa voi abbiate appena fatto, chiedetevi: «Quello che ho fatto mi è piaciuto?».Sì? Fantastico. Questa consapevolezza che portate dentro di voi profuma già di felicità.

    No? OK, si può cambiare. Anche questa è consapevolezza che vi porta a ritrovare la luce sul vostro Cammino.

Perché la felicità si costruisce lentamente, a pezzi, frammenti, schegge e morsi, trasformando la realtà in attimi. La felicità non si insegue, la si vive. Sempre.

La frase che vi permette di iniziare a trovare la vostra felicità potete ripeterla ogni volta che lo desiderate. Questa è per voi:

«IO MI FERMO E ASCOLTO QUELLO CHE L’ATTIMO MI DA, ORA.»

 

Sono Katya Giannini, esperta in dinamiche dell’inconscio. Aiuto le persone in difficoltà a ritrovare il benessere e l’armonia nella vita elaborando le convinzioni sabotanti e trasformandole in nuovi talenti e opportunità.

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