Basta ansia! Voglio una vita normale

Perché l’ansia non vuole abbandonarmi? Come faccio a vivere una vita serena?

Tempo fa ho letto una frase che è diventata mia fedele compagna di vita, una frase pronunciata da un grande uomo, Nelson Mandela, e che voglio condividere con voi:

Possano le vostre scelte riflettere le vostre speranze, non le vostre paure.

 Quante sono le cose che non fate per paura di non essere all’altezza o per timore che possano esservi conseguenze negative? Quali sono le vostre paure più grandi e quanto incidono sulle vostre decisioni, azioni e situazioni quotidiane? Se rispondendo a queste domande vi rendete conto di non riuscire a quantificare tutto ciò che vi spaventa, allora ancora una volta è l’ansia a parlare per voi.

Cos’è l’ansia? Come agisce sul nostro vivere quotidiano? L’ansia è un vero e proprio male dell’Anima, è subdola, sabotante, paralizzante. Agisce sul nostro io più profondo, privandoci della bellezza di godere pienamente della vita in ogni sua sfumatura; manipola i nostri pensieri, impedendoci di osservare il mondo dalla giusta prospettiva, e questo ci immobilizza in uno stato di paura perenne.

Perché l’ansia entra nelle nostre vite? Quali sono le cause? Siamo quotidianamente chiamati a fronteggiare situazioni che minano le nostre energie spirituali e fisiche: il tempo che scorre inesorabilmente e il timore di non averne a sufficienza per vivere la vita che vorremmo, un’esperienza traumatica, i doveri e le responsabilità della vita quotidiana serrati da scadenze improrogabili e che non fanno chiudere occhio, la mancanza di fiducia in noi stessi e la conseguente paura di non rispecchiare le aspettative – a cui mai dovremmo dar voce e importanza – proprie e altrui, nelle relazioni, nella società e nel lavoro.

E allora ecco che mille domande si affollano nella nostra mente, facendoci cadere nel baratro: «Tutti si aspettano che io sia perfetto/a, come farò ad esserlo davvero? E cosa succederà se non dovessi riuscirci?», oppure «Siamo sicuri che gli altri mi apprezzino realmente?», «Sono troppo timido/a e ho paura di relazionarmi con gli altri. Come farò ad avere una vita sociale soddisfacente?», «Sarò in grado di svolgere bene il mio lavoro?», «Sarò capace di essere un bravo genitore, un bravo coniuge, un bravo amico, un figlio di cui andar fieri?», «Come farò a superare gli ostacoli? Mi sembra tutto così difficile e insormontabile!».

 

Quella che l’ansia ci costringe a vivere non è vita vera. Rispondete a questa domanda: volete vivere serenamente? Se sì, sono qui per aiutarvi con alcune strategie.

 

  • Impariamo ad accettare i nostri limiti e a chiedere aiuto

Accettare i propri limiti significa avere il coraggio di riconoscere e comprendere il proprio nemico, per poi affrontarlo. Accettare di soffrire d’ansia vuol dire imparare a comprendere quali situazioni e ostacoli occorre affrontare per ritrovare l’equilibrio.

 

L’ansia è una delle emozioni più distruttive e ingombranti che si possa provare e che occorre affrontare tenacemente, da soli o con l’aiuto di esperti. Occorre coraggio anche per chiedere aiuto, sì, e so che ne siamo capaci.

 

.    Prendiamoci cura di noi stessi

Per quanto sia appagante prendersi cura degli altri e far sì che possano sempre contare sulla nostra forza e sul nostro aiuto, dobbiamo ricordarci di amare e aiutare anche noi stessi. Essere custodi e risolutori dei problemi altrui significa anche assorbire ansie e negatività esterne, ma siamo sicuri che la nostra Anima ne abbia davvero bisogno? Non mettiamoci da parte, dedichiamoci del tempo, diamo il giusto spazio e valore ai nostri hobby, alle nostre emozioni ed esigenze, e allontaniamo da noi tutte quelle situazioni e quelle persone che desiderano solo trascinarci nel loro vortice buio.

 

  • Canalizziamo l’energia nella giusta direzione

Quanta energia sprechiamo focalizzandoci solo sulle cose negative? Tanta, così tanta da non rendersi conto della bellezza che ci circonda. La vita non regala solo momenti idilliaci, lo sappiamo bene, ma vivere il presente con gli occhi bendati e col cuore paralizzato dall’ansia per paura di dolori futuri è un sacrilegio. Abbiamo così tante cose belle da imparare, tanti cibi da gustare, tante persone a cui legarci, tanti sorrisi da condividere e così tanti luoghi da vedere che cristallizzare le emozioni e lasciare che siano le paure a vivere per noi è un po’ come privarsi della vita stessa.

 

  • Non generalizziamo le situazioni e non estremizziamo le parole che usiamo

Quando ci capita di vivere una giornata particolarmente negativa, prestiamo attenzione alle parole che usiamo per definire il nostro stato d’animo: dire «è stata una giornata pesante» piuttosto che «sono a pezzi, la mia vita è un disastro» significa limitare il sentimento negativo ad un momento preciso, vuol dire contestualizzare il malessere senza generalizzare ed essere catastrofici, con la consapevolezza e la speranza che tutto possa migliorare nei giorni successivi. Se una giornata è stata negativa, non significa che lo sia la vita che stiamo vivendo.

 

Ricordate: la mente è la nostra migliore alleata, se noi per primi siamo negativi, lo sarà anche l’ambiente nel quale viviamo.

 

 

Sono Katya Giannini, esperta in dinamiche dell’inconscio. Aiuto le persone in difficoltà a ritrovare il benessere e l’armonia nella vita elaborando le convinzioni sabotanti e trasformandole in nuovi talenti e opportunità.

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